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Bandiera da tavolo EVIS

Acquista la bandiera da tavolo EVIS. Le bandierine da tavolo EVIS sono ideali da essere poste sulla scrivania, per ricordare un viaggio o per dare il benvenuto a qualcuno che ci visita proveniendo da EVIS.


La bandierina di EVIS è venduta singolarmente senza basetta. Le basette possono essere acquistate a parte.

 

La bandiera da combattimento dell'EVIS si compone di cinque strisce gialle, intervallate da quattro strisce rosse, in rappresentanza delle 9 province che compongono l'Isola. Nel primo quarto della bandiera su fondo azzurro si trova il triscele, simbolo della Sicilia. 


 

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monumento ad Antonio Canepa, primo comandante dell'EVIS

Acquista con la bandiera da tavolo dell'EVIS anche la base che più ti piace. Disponiamo di basette con base in marmo, basette in ferro cromato, basette in ottone cromato, basette in legno. A seconda dell'ambiente in cui sarà esposta la tua bandierina dell'EVIS sarà più opportuna una specifica tipologia di basetta.


Il triscele è rappresentato da una testa gorgonica, con i serpenti al posto dei capelli, con due ali e tre gambe piegate. Il triscele è legato alla configurazione dell'isola, caratterizzata da tre promontori: Pachino, Peloro e Lilibeo. 

 

L'EVIS nasce nel febbraio 1945 a Catania, sotto la direzione di Antonio Canepa, come un gruppo di lotta armata, pur essendo il primo nucleo di quello che sarebbe diventato l'ipotetico esercito regolare del futuro Repubblica della Sicilia, in risposta alle continue violenze che venivano perpetrate dalle forze dell'ordine italiane contro uffici e rappresentanti del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia (MIS), anche sulla base di atti di violenza, come la strage del pane, che ebbe luogo a Palermo nel 1944.

 

Il modello a cui si ispirò l'EVIS su l'esercito popolare di liberazione dei partigiani jugoslavi, ma Canepa, un militare improvvisato, non avrebbe avuto il tempo di addestrarli perché morì pochi mesi dopo.  L'assassinio di Antonio Canepa avvenne nel distretto di Murazzu Ruttu vicino a Randazzo (CT), in una sparatoria con la polizia (17 giugno 1945).

 

Dopo la morte di Mario Turri, il comando dell'esercito passò ad Attilio Castrogiovanni, e dopo l'arresto di questo, il comando passò a Concetto Gallo. 

 

Il 29 dicembre 1945 sulle montagne intorno a Caltagirone ci fu l'ultima sparatoria tra circa 60 militanti e membri della polizia reale, insieme a soldati della divisione sabauda.

 

Nel maggio 1946, quando alla Sicilia fu concessa un'autonomia speciale, formazioni come l'EVIS furono sciolte e i loro militanti imprigionati furono rilasciati. Alcuni, come Salvatore Giuliano, si rifiutarono di deporre le armi e continuarono con la loro banda per altri quattro anni, combattendo contro la polizia e contro i cittadini disarmati (massacro della Portella della Ginestra) fino alla sua morte (1950).